I Ricordi

I ricordi con un sorriso sulle labbra.
I ricordi come acqua gelida sulla schiena.
I ricordi come ombra.
I ricordi come lacrima.
I ricordi di una canzone.
I ricordi non vissuti.
I ricordi come illusione.
I ricordi non capiti.
I ricordi come TE.

Libertà

Che cos’è la libertà?

Si sono libero, ma libero da cosa. Da vincoli, condizionamenti, orari. Gli unici orari da rispettare sono quelli del lavoro. Per il resto sono un uomo troppo libero. Così libero da non fare nulla. Libero nei pensieri. Aperto. Non ho mai avuto preclusioni mentali. Anzi più la situazione era difficile più mi intrigava. Più c’era la sfida più lottavo. Andare sempre verso cose nuove, stimoli nuovi, esperienze nuove. Apertura mentale che diventa un limite. Sete di esperienze che diventa solitudine, insoddisfazione. Significa non essere contenti di se stessi. Significa cercare negli altri approvazione di quello che non ti piace di te stesso. Non serve piacere a tutti quando in realtà non ti piace nessuno.

Vedi Cara

https://youtu.be/GuXbAC5zsEc

Vedi cara, è difficile a spiegare,
è difficile parlare dei fantasmi di una mente.
Vedi cara, tutto quel che posso dire
è che cambio un po’ ogni giorno, è che sono differente.
Vedi cara, certe volte sono in cielo
come un aquilone al vento che poi a terra ricadrà.
Vedi cara, è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già…

Vedi cara, certe crisi son soltanto
segno di qualcosa dentro che sta urlando per uscire.
Vedi cara certi giorni sono un anno,
certe frasi sono un niente che non serve più sentire.
Vedi cara le stagioni ed i sorrisi
son denari che van spesi con dovuta proprietà.
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già…

Non capisci quando cerco in una sera
un mistero d’ atmosfera che è difficile afferrare,
quando rido senza muovere il mio viso,
quando piango senza un grido, quando invece vorrei urlare,
quando sogno dietro a frasi di canzoni,
dietro a libri e ad aquiloni, dietro a ciò che non sarà…
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già…

Non rimpiango tutto quello che mi hai dato
che son io che l’ho creato e potrei rifarlo ora,
anche se tutto il mio tempo con te non dimentico perchè
questo tempo dura ancora.
Non cercare in un viso la ragione,
in un nome la passione che lontano ora mi fa.
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già…

Tu sei molto, anche se non sei abbastanza,
e non vedi la distanza che è fra i miei pensieri e i tuoi,
tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco,
tu sei paga del tuo gioco ed hai già quello che vuoi.
Io cerco ancora e così non spaventarti
quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua!
Sii contenta della parte che tu hai,
ti do quello che mi dai, chi ha la colpa non si sa.
Cerca dentro per capir quello che sento,
per sentir che ciò che cerco non è il nuovo o libertà…
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già…

 

Sabato

Ieri sono tornato a casa mia dopo un periodo trascorso dai miei. Ieri sera ho dormito a casa mia per la prima volta dopo quello che è successo. Ho sentito il tuo odore sul cuscino. Il tuo profumo, troppo spesso, dato per scontato. Mai dare nulla per scontato. Ti ho sognata. Era un sogno confuso comunque c’eri.
Oggi è sabato. Piove. Mi viene in mente il nostro primo appuntamento. Tanto anomalo quanto bello. Tanto inaspettato quanto sorprendente. Ovviamente avevo fatto casini coi ristoranti. Era San Valentino e non avevo prenotato nulla. Facevo una vita del cazzo. Vivevo alla giornata. Tante conoscenze, tante donne. E in fondo sempre solo e insoddisfatto. Credevo di essere così. Credevo di aver trovato il mio equilibrio. Il mio equilibrio un cazzo. Solo un sopravvivere. E il tempo passa inesorabile.
Ora cosa faccio? Esco con tante donne per dimenticare? Il famoso chiodo schiaccia chiodo.
No! Non mi interessa.
Da un lato si tratterebbe di tornare alla vita che facevo prima. Un colpo di spugna e sarebbe facile.
Ci sei tu, sei dentro di me e non so quanto tempo ci vorrà a dimenticarti.
Oggi starai preparando le valigie per partire domani. Giovedì 6 ti avrei raggiunta. Avrei raggiunto te e le tue figlie. Raggiungerò un’altra famiglia la mia. Ironia del destino farò un tratto di strada che avrei dovuto fare. Che poi non capisco perché il destino debba sempre essere ironico. La vita è un bivio unico. Eravamo a un bivio. E tu hai fatto la tua scelta.

L’Amore si alimenta

L’amore si alimenta. Sempre. Con pensieri, con frasi, con gesti, con piccole attenzioni. Ascoltando.
L’apparente serenità quotidiana alla fine ti spegne. Spegne l’amore. Tanti mesi di tranquillità e poi mesi di terremoto. Il terremoto è dentro di noi. Dentro di me. Significa che sono vivo. Che riesco ancora a sentire i brividi quando ascolto una canzone. Si i brividi sulla faccia. Coltiva interessi ritrova passioni e soprattutto amati. Se non ti ami nessuna potrà farlo al posto tuo. L’amore è dappertutto. Basta togliere i paraocchi. Non è sentimentalismo. E’ la chiave. Ho provato a fare il duro, a fare il cinico, a frenarmi, a controllarmi. E qual’è stato il risultato? Un terremoto autodistruttivo.

Altre riflessioni su di Noi

La cosa che mi fa più male è di non averti capita. Di essere stato miope. Di non aver visto i segnali. Da un lato si era creato questa sorta di equilibrio che non volevo rompere. Da un lato avevo dei miei freni. In ogni caso, era la cosa che avrei voluto e dovuto fare. Purtroppo a volte ci si abbandona alla routine quotidiana, alla stanchezza gioranliera del lavoro, e non sempre si aprono gli occhi per godersi i momenti. Per capire quanto si è fortunati.
Molte cose della tua vita non te le ho chieste non perché in realtà non mi interessassero. Al contrario, devi credermi, l’ho fatto per rispetto nei tuoi confronti. L’ho fatto per rispettare i tuoi tempi. Mi dicevo “quando sarà pronta e vorrà parlarne, io sono qui”. Nello stesso tempo non sono mai stato geloso del tuo passato. Per me contavano i gesti. La voglia di vedersi ogni minuti libero. Che ho sempre avvertito e sentito. La voglia di passare del tempo insieme.
Per me dormire con una donna è forse più intimo del sesso. Per me passare 3 giorni con una donna vuol dire molto.
La domenica quando te ne andavi scendeva in me una tristezza infinita. Mai espressa se non con gli occhi. Da un lato, sbagliando, non ti volevo fare pesare il fatto che gli orari dipendessero dalla tua vita.
Anche a Riccione, quando abbiamo passato più tempo insieme, sono stato bene. Tanto è vero che il week-end successivo mi avevi chiesto di vederti. Vederti con le tue figlie.

La cosa mi aveva riempito di gioia. Da un lato era tanta la voglia di vederti da un lato mi era parso un gesto importante. Si, avevo paura. Ma non paura dei miei sentimenti. Paura di questa situazione nuova per me. Difficile, impegnativa da affrontare con maturità. Ma ho accettato con entusiasmo. Magari non te l’ho manifestato. Volevo solo entrare in punta di piedi, per ovvi motivi. Stavo entrando veramente nella tua vita. Nella nostra nuova vita. Mi sentivo pronto per una cosa così importante.

Anche la giornata trascorsa in piscina e poi a vedere i fuochi con le tue figlie era stata molto importante per me. Importante ma anche difficile lo confesso. Impegnativa. Non ero abituato. Avevo tanto da imparare. Ma volevo farlo. Già che le bimbe mi chiamassero per nome mi riempiva di gioia. Che mi cercassero, che cercassero la mia mano mi emozionava. Per loro e per te ho vinto la mia paura degli scivoli. Nello stesso tempo ero pronto ad imparare come quando mi hai detto “se prometti una cosa a un bambino la devi mantenere”.

Poi è nata l’idea di raggiungervi a Riccione. L’hai proposta tu. Ma in realtà l’abbiamo scelto insieme. E’ venuto naturale. Hai preso tu stesso i contatti con l’albergo. Il sabato che poi ho bloccato la camera mi avevi anche chiesto di raggiungerti a Metropoli.
Ti ho inviato il calendario delle mie vacanze pieno di entusiasmo. Martedi ho versato la caparra. Ero contento come un bambino.

Ero felice delle vacanze che andavo a fare. Bei giorni con Te e con le tue figlie e altri giorni a Lignano coi i miei amici. Cosa volere di più? Cosa desiderare di più?

In realtà mi ero preso anche una settimana a luglio. L’avevo presa per andare via con te. Poi purtroppo non era stato possibile. L’avevo comunque tenuta con l’intento di riposarmi e staccare un po’ la spina e di venirti a trovare più spesso. E mi ero detto quando sarà possibile ci faremo una bella vacanza, solo nostra, lontano da tutto lontano da tutti.

Raggiungerti a Riccione per me aveva un significato importante. Si, era un gesto d’amore. Non sarò stato bravo coi whatsapp ma quando c’era da guardarti negli occhi e dirti “sei il mio amore” io c’ero. L’ho sempre fatto. Dal vivo ero presente, e lo sarei stato sempre più.

Non puoi negare che nell’ultimo periodo fossi più presente e dolce in generale. Si mi stavo sciogliendo.

Venire a Riccione significava oltre alla voglia di passare del tempo con te ovvio, iniziare qualcosa di nuovo. Una nuova fase. E si creare una famiglia. Quando fai certi passi non puoi più tornare indietro. A prescindere da me, forse non eri pronta. Era forse meglio non coinvolgere le tue figlie. Forse era presto.

Io mi sentivo pronto. Consapevole di quello che stavo facendo. Un percorso con tante difficoltà. Ero pronto a passare 5 giorni con le tue figlie, con te senza un attimo d’intimità. Ma non erano semplicemente 5 giorni…erano 5 giorni di altri, di giorni futuri.

Quando ti ho detto che ti avrei vista come madre di un mio figlio lo pensavo veramente. Lo so che non era il momento. Ma il pensiero era di quel momento. Era una cosa bella. Anch’esso un gesto d’amore ma anche un attestato di stima. Ho sempre creduto fossi un’ottima mamma. Ho visto tanto amore fra te e le tue figlie. Pensavo fossi una mamma perfetta e tuttora lo penso.

Ero affascinato dalla tua solarità, dal tuo entusiasmo nell’accettare ogni mia proposta. Senza ma e senza se. Mi piaceva anche il fatto che non fossi assillante. Che ognuno avesse i proprio spazi. Con la consapevolezza di essere comunque presenti anche nell’assenza. Io lo sentivo, lo percepivo. E pensavo di comunicartelo anche a te. Evidentemente mi sbagliavo. Di errori ne ho fatti, spesso in buona fede. E non so cosa darei in questo momento per riavvolgere il nastro con occhi più aperti, col cuore aperto. Di pancia senza la ragione.

Sta cazzo di maledetta ragione. Nel mio lavoro sono un ingegnere. Ragiono per excel. Conosco solo un modo di lavorare. Fare le cose fatte bene. So gestirmi, so gestire le situazioni più difficili. Non perdo la calma. So risolvere.
Nella vita privata sono un disastro. Parlo di relazioni in generali. In quelle amorose, ovvio, tutto si amplifica.

Sempre in conflitto fra ragione e mente fra razionalità e creatività. In eterno conflitto con me stesso.

Si ragiono per celle, per formule magiche che ti diano la soluzione al problema. Ma nei sentimenti, nelle relazioni fra esseri umani è tutto diverso. Ci sono troppe variabili. Troppi incastri. E forse c’è troppo passato irrisolto. Il passato ci condiziona, il vissuto ci condiziona. E se il passato non è ancora passato le cose si complicano.

Si dovrebbe fare una lista delle cose che ci piacciono e non ci piacciono di una persona. Tipica scena da telefilm americano. I pro e i contro. Tira una riga in mezzo e scrivi i si e i no. A livello inconscio probabilmente la facciamo tutti e l’hai fatto anche tu. Ma non è così matematico ci sono altri aspetti. Ci si innamora di un sorriso, di un neo, di una cadenza del parlare, di un piede.

Nei telefilm e nei film americani è tutto facile. C’è sempre la morale. Il bene trionfa sempre. L’amore vince su tutto. Il classico film: due si conoscono la vigilia di Natale e a Natale si giurano eterno amore sotto al vischio. E ci fanno immaginare una vita felice.
Da bambino guardavo i Robinson. Mi piaceva lui il padre, Cliff. Padre perfetto, simpatico, modello da seguire. Si un modello. Poi leggi su corriere.it che lui, l’attore Bill Cosby ha ammesso di aver drogato delle donne per fare sesso. E ci rimani male. Rimani deluso. Tradito da esempi in cui credevi.

Una volta mi avevi detto che il tuo cartone preferito era “Conan”. Era anche tra i miei. Una sigla bellissima. Che poi non era altro che una bellissima storia d’amore. La sigla recita “c’è sempre Lana accanto a me che mi fa sentire un re”. Una frase, una semplice frase, bella, potente, semplice ma che racchiude il tutto. Ecco da qui avrei dovuto partire a conoscerti.

Con Amore

Ciao,

Mi spiace non averti detto tutte le volte che lo pensavo, e praticamente sempre, che mi mancavi.

Mi spiace non averti dato tutte le attenzioni che meriti. Mi spiace non averti detto quanto sei bella tutti i giorni.

Mi spiace essermi a volte frenato per paura. Si per paura di perdere la testa. D’innamorarmi. Poi è successo lo stesso.

Mi spiace a volte di non averti capita. Di esplorare il tuo lato dolce e mescolarlo al mio.

Mi spiace a volte di aver fatto il duro per proteggermi. Quando in realtà ho le mie fragilità e le mie debolezze. In realtà sono una persona molto sensibile e per difendermi a volte sembro esternare il contrario.

Così facendo non ti ho mostrato la parte migliore di me. La mia vera essenza.
Così facendo forse non ho permesso di avvicinarci come avremmo voluto e dovuto.

Mi spiace che a volte possa esserti sembrato freddo, disinteressato. Ma non è così e non sono così.
Anche un mio messaggio in apparenza freddo in realtà è un messaggio pieno di gioia. Il problema è che bisogna comunicarlo gli altri. Ho riflettuto su queste cose e voglio e devo migliorare perché io sono così.

E soprattutto lo dovevo comunicare a te. Alla donna che amo.

Mi spiace a volte di non averti ascoltata e non so ora cosa darei per ascoltarti per ore. Per scappare con te in qualche posto lontano.

Un posto che ti faccia ritrovare la serenità perduta. La cosa che mi preme di più ora è che tu stia bene. Anche se non posso essere al tuo fianco. Anche se avrei una gran voglia di amarti per quello che sento, per quello perduto, per quello che meriti.

Vorrei amarti, abbandonarmi completamente, senza freni, senza pensieri, senza barriere. Riempirti di baci, carezze, attenzioni, proteggerti, curarti, darti piacere.

Vorrei completare la lista di cose da fare insieme che abbiamo annotato sul tuo blocco. E aggiungerne altre mille con uno spirito nuovo. Più maturi, consapevoli. E affrontare e risolvere i tuoi problemi insieme. Insieme. Uniti da un legame fortissimo perché ci saremo mostrati dentro. Insieme per viverci a pieno. Insieme per crescere insieme.

Abbiamo già vissuto momenti di felicità e sono stati tanti. Se saremo veramente noi stessi a pieno non saranno più solo momenti. Sarà un momento unico. Un momento unico fatto da tanti istanti di felicità come il momento del bigliettino “vuoi metterti con me?”. Te lo ricordi?

Mi manca tutto di te. Il tuo sorriso, le tue risate, i tuoi occhi, i tuoi gesti, le tue movenze, la tua camminata, il fatto che inclinassi il piede in alcune foto, le tue gambe, i tuoi seni, i tuoi piedi, il tuo sedere, i tuoi capelli, le tue foto del mattino, i tuoi buongiorno, i tuoi vestiti, la tua pelle, il tuo profumo, la tua voce, la tua vita, la tua forza, le tue braccia, i tuoi tatuaggi, i tuoi pensieri, la tua allegria, la tua solarità, la tua dolcezza, il tuo essere bambina e donna, la tua femminilità. Mi manchi tu.

Ho scritto di getto. Ed ho sicuramente dimenticato tante cose che penso. Tanti pensieri che ho scritto son sicuro di averteli già detti a voce. Ma scritti forse assumono un’altra valenza.
Sappi che sono pensieri sinceri e scritti col cuore.

Voglio corteggiarti ogni giorno.
Voglio amarti e renderti felice.

Con amore

Fabri